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Tai Chi Firenze - Toscana - Corso organizzato dalla Scuola di Tai Chi Chuan Cheng man Ching Italia aperto a tutti, principianti e avanzati, integrato da seminari di approfondimento facoltativi. Tutti gli aspetti fondamentali del Tai Chi Chuan sono trattati con grande accuratezza. Dai principi fino alle applicazioni, il lavoro proposto si fonda sulla qualità dell'insegnamento in funzione della crescita dello studente e dei benefici derivanti da una pratica corretta.

Lo stile Cheng Man Ching è un gioiello di raffinata bellezza nel meraviglioso e variegato universo del Tai Chi Chuan, che enfatizza rilassamento, morbidezza e fluidità. Lezioni di prova gratuite per chi desidera venire a conoscerlo.
Le lezioni sono dirette dal M° Massimiliano Biondi, rappresentante in Italia della ICTHA - International Cheng Man Ching Tai Chi Chuan Heritage Association di Taiwan, Maestro Caposcuola di Tai Chi Chuan stile Cheng Man Ching riconosciuto dal Settore Arti Marziali Cinesi MSP Italia e dalla PWKA Federazione Sportiva Culturale, e Maestro qualificato nella disciplina del Tai Chi Chuan UPKL (certificazione europea).

 

Informazioni
Maestro: Massimiliano Biondi
Indirizzo: Palestra Scuola Villani, Via Uguccione della Faggiola 64 - Firenze
Telefono: 347 8764460
Sito web: www.taichichengmanching.it

 

RIFLESSIONI ED INTUIZIONI SUL TAI CHI CHUAN
di Massimiliano Biondi


Massimiliano Biondi


Pratico, studio e insegno il Tai Chi Chuan da molti anni.
Il Tai Chi Chuan è al contempo una disciplina ingegnosa e un'arte meravigliosa, per bellezza, armonia, equilibrio ed eleganza. I suoi numerosi e conosciuti benefici per la salute psicofisica sono ben tangibili per tutti coloro che si impegnano in una pratica seria e costante.
Tutti lo possono praticare e trarne piacere, benessere e soddisfazioni.

Alla base di tutto c'è l'amore per la pratica. La passione per quest'arte non può definirsi tale se al suo centro non mettiamo la pratica.
E' la pratica che ci assicura lo star bene, ma per farci crescere in comprensione ed abilità, la pratica deve diventare anche allenamento.
L'allenamento per essere efficace e portare a risultati apprezzabili deve però anche essere strutturato in modo intelligente, e questa è una cosa di fondamentale importanza che a non pochi sfugge.

L'allenamento fra l'altro non si prefigge solo di “allenare”, ma anche e soprattutto di “condizionare”.
Cosa bisogna “condizionare” attraverso la pratica/allenamento di Tai Chi Chuan? Sostanzialmente il movimento, e quindi le reazioni da cui questo scaturisce.
Ma il lavoro di condizionamento deve partire dall'interno. Ed è chiaro che deve arrivare ad influenzare la sfera emotiva, e quindi il sistema nervoso. In poche parole deve arrivare dritto al “Cuore”. Andando di conseguenza ad influire inevitabilmente anche sul nostro modo di pensare, di essere...e di muoverci.
Ma si deve partire dal corpo, e attraverso l'esperienza del corpo e dei suoi insegnamenti ottenere il cambiamento. Perché è il cambiamento il vero obiettivo del Tai Chi Chuan. E attraverso il cambiamento, il ripristino dello stato naturale delle cose, e da qui la crescita, l'evoluzione, l'equilibrio e la stabilità.

 

Massimiliano Biondi


L'allenamento costruisce la forza e sviluppa le abilità. Ma senza la giusta attitudine mentale che deriva dal "vuoto" e dalla calma interiore, non è possibile applicare correttamente i principi del Tai Chi Chuan. La mente ha bisogno però dell'allenamento del corpo per raggiungere le sue consapevolezze.

Il corpo è intelligente, e può far capire alla mente profonda molte cose. Se la mente cosciente - quella discorsiva, indagatrice e riflessiva, quella pensante per intenderci – non si mette troppo di mezzo con le sue congetture, stereotipi, immaginazioni, errori di comprensione, e con la sua volontà manipolatrice e resistenze varie, allora il corpo e la mente profonda possono dialogare e comprendersi meglio.

Ed è questo il miglior modo per ripristinare lo stato naturale delle cose.
Il corpo deve principalmente fare capire una cosa al subconscio: che non c'è realmente motivo di preoccuparsi così tanto. La paura di sbagliare, di non essere abbastanza bravi, di non riuscire a ottenere qualcosa o di perdere questo o quello, frena il movimento, lo rende rigido, incerto e poco stabile.
Figlio della paura è l'ego smisurato, che rinnega sua madre per nascondere le sue ancestrali origini. Ti fa credere di correre, di volare...di avere una marcia in più. In realtà quell'ego ci impedisce di raggiungere le vette più alte dell'arte. Bisogna fare in modo che le esperienze profonde della pratica nel tempo lo smantellino e lo riportino ad uno stato di equilibrio naturale e misurato.

La paura nel Tai Chi Chuan si manifesta chiaramente con i blocchi di resistenza e l'uso della forza, mentre invece l'ego illude ed ottenebra le capacità di discernimento e di valutazione. Non è veritiero, e ci conduce il più delle volte fuori strada...L'ego ti vuol portare sempre a vincere, e questo intenso - anche se il più delle volte nascosto - desiderio di vittoria, nel Tai Chi Chuan si traduce il più delle volte nell'uso improprio ed eccessivo della forza.
Vedo perciò relazioni strette fa paura ed ego, e fra ego/paura e l'uso eccessivo e controproducente della forza che preclude i miglioramenti.
Come si fa a sconfiggere la paura? Prima di tutto riconoscendola e ammettendola a noi stessi ed eventualmente anche agli altri, e poi lasciare fare al corpo il suo lavoro di assimilazione profonda ed applicazione dei principi del Tai Chi Chuan.

Dobbiamo essere disposti ad accogliere, se desideriamo vincere sfruttando i principi del Tai Chi Chuan. Ma non riusciremo mai a farlo se il cuore trema e non è buono, e se la mente non è calma e pronta. La fiducia nella efficacia della "non forza" nasce dalla pace interiore e risiede nella consapevolezza di essere forti. Non c'è paura nei bambini che giocano. E l'approccio metodico all'arte marziale come “gioco”, rimane per me in questo senso il migliore.

Riguardo all'ego, invece, preferisco non dilungarmi, in quanto tutti siamo bravi a giudicare e a misurare quello degli altri, ma non il nostro. So solo che la pratica intensa e il confronto sincero che ci porta a vedere chiaramente e a toccare i nostri limiti, ci rende tutti più umili.
Il corpo talvolta va però rieducato, in quanto anni di cattive abitudini e di atteggiamenti psico-fisici dannosi minano il corretto assetto posturale e ne indeboliscono la funzionalità a livello articolare, muscolare tendineo ed organico. Ed è ciò che facciamo con la pratica del Tai Chi Chuan; e fa parte del condizionamento.

 

Massimiliano Biondi


Prima quindi riassettare, riequilibrare e fortificare, poi in seguito approfondire.
Approfondire significa scavare, cercare di scoprire, di “sentire” sempre di più nella dimensione delle cose sottili. Per farlo abbiamo bisogno anche degli altri, perché da soli oltre a un certo punto non riusciremo più a procedere. Sta qui l'importanza della pratica in coppia, specialmente del Tui Shou.
Il Tui Shou rappresenta un aspetto di vitale importanza, ma nel Tai Chi Chuan non è tutto. Se lo si trascura però diventa “tutto”, in quanto senza l'esperienza profonda di esso molte conoscenze, consapevolezze ed abilità ci saranno precluse.

Il lavoro sottile necessita della connessione. Dal semplice contatto mano con mano, o mani con braccio, si prende il controllo del corpo del partner sfruttando la delicata e nascosta pressione che si è andata a creare. La connessione è sottile, ma l'Intenzione agisce in profondità.

Allenare bene il corpo con il lavoro interno è impegnativo, ma allenare l'Intenzione è sicuramente più difficile. Bisogna saper focalizzare, mentre il pensiero va messo a tacere, oppure distratto.


La pratica però può divenire anche molto intensa, e ciò ha le sue motivazioni. Il lavoro intenso si prefigge di "svegliare" il corpo, entrarci dentro in profondità, per conoscerlo sempre meglio e sfruttarne a pieno tutte le potenzialità, nell'ottica del riuscire ad applicare in ogni situazione i meravigliosi ed intelligenti principi del Tai Chi Chuan. Anche in quelle più difficili, sotto la massima pressione e con partner non collaborativi. Costruire una struttura sempre più forte, flessibile, reattiva ed elastica per non rispondere con la forza rigida e i blocchi di resistenza a chi ci attacca anche con grande forza, impeto e determinazione. Questo è ciò che bisogna fare se siamo interessati al Tai Chi Chuan come vera arte marziale ed efficace metodo di combattimento. La morbidezza che sconfigge la durezza deve essere sostenuta da una struttura molto forte. Di ciò ne sono sempre più convinto.

C'è chi crede che la forza esplosiva che penetra e ferisce, o che spinge via lontano con piccoli movimenti, venga così, dal nulla. O meglio, che basti lavorare con corpo rilasciato, eseguendo movimenti morbidi, lenti, fluidi, continui ed armoniosi, per svilupparla. In realtà la forza deve essere prima generata, poi raffinata, e infine canalizzata. C'è bisogno di una grande energia per generare una grande forza. C'è bisogno di una lunga pratica sapientemente guidata per poterla raffinare, e c'è bisogno di una struttura forte per poterla contenere, e di un Yi ancora più forte, unito ad una tecnica corretta, per poterla effettivamente ben canalizzare. Quando osservo il grande Ma Yueh Liang muoversi, vedo l'ago di acciaio rinvolto nel cotone. Vedo l'acciaio elastico temprato 100 volte nascosto nel suo movimento lento e fluido. E' quello l'apice del Tai Chi Chuan? Forse...

Il Tai Chi Chuan è un percorso di verità che ha a che fare con noi stessi, e non con gli altri, che ci aiutano solo ad avere un riscontro e a capire certe cose. Perché è il modo in cui interagiamo con gli altri che ci dà l'esatta misura di quanto abbiamo interiorizzato o meno i principi filosofici ed applicativi dell'arte. Il Tai Chi è uno specchio che non mente. Se lo pratichi e lo studi seriamente ti donerà grandi benefici, ma non ti potrà mai far essere o diventare ciò che non sei o che non sarai...

 

Massimiliano Biondi


Il Tai Chi Chuan ci insegna quanto è bello e vantaggioso interagire armoniosamente con gli altri, promuovendo la pace individuale e sociale. L'”altro” non è più percepito come un estraneo, o peggio ancora come un nemico, bensì come una estensione energetica e spirituale di noi stessi che ci lega tutti a quell'unico filo che forma l'inestricabile e complessa trama di un'unica umanità.

E' così che dovremmo sentire il compagno di pratica nel Tui Shou: l'estensione psicofisica ed energetica di noi stessi. Di due corpi ne facciamo uno, imparando a gestire e a diventare padroni di un unico movimento.

Il Tai Chi Chuan ti dà due possibilità per vincere: cedere o anticipare. In entrambi i casi devi essere disposto prima ad "accogliere", altrimenti non riuscirai.

L'armonia è la chiave di tutto. Dove non c'è armonia non c'è naturalezza, e dove non c'è naturalezza non ci può essere un buon Tai Chi Chuan. Il lavoro di condizionamento, se fatto bene, deve riportare al ripristino della naturalezza perduta.

L'equilibrio tra Cielo e Terra scaturisce dall'armonica interazione di Yin/Yang. Da qui nasce il movimento del Tai Chi Chuan. Questo è il fondamento. Dove non c'è armonia non ci può essere equilibrio. Se non c'è equilibrio, l'armonia va ricercata. Facciamo pace in noi stessi e la troveremo, e il Tai Chi Chuan in questo ci può aiutare.

Quando il Cielo incontra la Terra tutte le cose sono portate al loro giusto compimento. La mente è chiara, l'energia scorre, lo spirito è forte e il corpo è stabile e leggero. E' questa la condizione migliore per esprimere un eccellente Tai Chi Chuan e sfruttare a pieno tutte le opportunità che la vita ci offre, sfide e difficoltà comprese.


Muovendoti costantemente avanti e indietro, affondando e risalendo, e generando internamente le spirali, sciogli le giunture, allunga i muscoli, ammorbidisci i tendini, nutri il sangue e fai scorrere abbondante il tuo Qi. Se il respiro è armonioso e profondo, allora anche lo Shen sale e si rafforza. E' questo il sentiero luminoso del Tai Chi Chuan che conduce alla pace interiore e a una salute integrale e duratura.

Il Tai Chi Chuan non ha limiti: dove non arriva il corpo arriva la mente. Dove non arriva la mente arriva il cuore. E dove non arriva il cuore arriva invece lo Spirito.

"Armonizzare gli opposti, saper riconoscere e seguire il flusso naturale delle cose e non resistere con forza al cambiamento", risiede in questo la vera e più profonda comprensione della sublime arte del Tai Chi Chuan.

Se cercherai costantemente una posizione che sia sempre più stabile, nel movimento la perderai. Affidarsi solo all'equilibrio e alla stabilità, alla lunga diventa un limite. Non potremo mai scoprire le enormi potenzialità della gestione istintiva dei momenti di instabilità. Nel Tai Chi Chuan confida nel flusso, più che sulla radice.

 

Massimiliano Biondi


Il Tai Chi Chuan e un'arte marziale meravigliosa. Dona grandi benefici per la salute e tanto piacere nel praticarlo con il giusto spirito. Lo studio del Tai Chi Chuan ci aiuta a conoscere meglio noi stessi e a crescere sempre di più in consapevolezza e benessere personale. E' difficile definirlo a parole, il Tai Chi Chuan è e può essere tante cose. Può abbracciare tutto come il Tao, ma solo una cosa in ultima analisi non può non essere per rimanere tale in essenza e natura: un'arte marziale.

Così come insito nelle posizioni statiche potenzialmente raccolto vi è il movimento, allo stesso modo i movimenti lenti trattengono nel loro svolgersi, sempre in potenza, l'accelerazione e la velocità, che possono essere manifestate in qualsiasi momento. È per questo che nel Tai Chi Chuan si dice che la lentezza può portare alla velocità. Ma per riuscirci è necessario saper lavorare bene con l'Intenzione.


Nel Tai Chi Chuan la ricerca gestuale del "bello" deve essere sentita come una profonda e naturale esigenza interiore e funzionale, e non essere invece solo l'espressione di un mero sfizio estetico.

Alla base di tutto ci sono il rilassamento, la cedevolezza, la spirale e il Pen Jin.

Di questi, il più difficile da comprendere, interiorizzare e da imparare ad usare è il Peng Jin, la "forza" interna di espansione, che permea profondamente e sottilmente ogni aspetto del movimento e delle applicazioni del Tai Chi Chuan - e quindi anche della pratica del Tui Shou. E' allo stesso tempo una energia di sostegno e una forza di espansione. Può essere sentito anche come un fiore che sboccia o una palla che si espande. Permea il corpo e condiziona il movimento del Tai Chi Chuan, riempendolo. Può manifestarsi in molti modi, dal sottile ed invisibile al potente ed esplosivo. E' la madre di tutte le forze. Senza Pen Jin non ci può essere un buon Tai Chi, e neppure un efficace Kung Fu.

Il fine ultimo della nostra disciplina rimane però quello di imparare a seguire e a sfruttare il flusso. Il movimento deve fluire ininterrotto spinto dalla propulsiva e vitale alternanza dello Yin e dello Yang. Non ci devono essere blocchi o resistenze, ma solo fluidi adattamenti, come fa l'acqua di un fiume che scorre nel suo letto.

E' la conoscenza vissuta e ben interiorizzata dell'interazione armoniosa dei due principi Yin/Yang che ci permette di capire realmente la natura profonda del Tai Chi Chuan e le sue illimitate potenzialità trasformatrici, da cui derivano i suoi meravigliosi benefici e le sue innumerevoli applicazioni.

La chiave per aprire lo scrigno di questi agognati tesori è la “morbidezza”. La morbidezza inglobata nei movimenti lenti e continui aiuta a preservare la salute. Sostenuta dalla forza e dalla velocità ci rende invece dei formidabili combattenti.

Ma, cosa più importante, è che la morbidezza ci consente di sviluppare ed acuire la sensibilità, facendoci diventare più empatici, affinando il gusto estetico, addolcendo il carattere e migliorando la capacità di discernimento. La ricerca dell'armonia diviene così una naturale esigenza esistenziale, che ci rende tutti uomini migliori.

Amo profondamente lo stile Cheng Man Ching, che pratico e insegno da ormai così tanto tempo. Guardo sempre con rispetto lo stile Yang, come un figlio fa con il padre. Ammiro lo stile Chen per la sua straordinaria forza e completezza. Vagheggio lo stile Wu, che mi ha sempre affascinato. Mentre il Sun mi incuriosisce, come se celasse delle sorprese.


Non esiste uno stile di Tai Chi Chuan migliore di un altro. Esistono stili che si adattano meglio rispetto ad altri alle caratteristiche psicofisiche del singolo praticante, e che rispondono meglio alle sue esigenze e necessità, come pure al suo “sentire” o al suo gusto estetico personale. Esistono indubbiamente dei praticanti miglior di altri, per conoscenza, talento e abilità. Gli stili di Tai Chi Chuan e le scuole che da questi derivano, sono però come i rami e le foglie di un albero, che vivono indissolubilmente uniti allo stesso fusto.

Tutti noi praticanti di Tai Chi Chuan facciamo parte di un'unica grande e variegata famiglia, non dovremmo mai dimenticarcene. L'amicizia e l'armonia dovrebbe sempre regnare fra gli stili e le scuole, per senso di fratellanza, coerenza con i principi, per un sempre più roseo futuro dell'arte e per il benessere di tutti i praticanti. Ci lega l'amore per la disciplina e i suoi principi, e la discendenza comune. Abbiamo tutti le stesse radici. Là dove c'è discordia non ci potrà mai essere un buon Tai Chi Chuan.

 

Massimiliano Biondi


Maestro Massimiliano Biondi
Presidente della Scuola di Tai Chi Chuan Cheng Man Ching Italia. Rappresentante in Italia della ICTHA - International Cheng Man Ching Tai Chi Chuan Heritage Association di Taiwan.

Maestro Caposcuola di Tai Chi Chuan stile Cheng Man Ching riconosciuto dal Settore Arti Marziali Cinesi MSP Italia e dalla PWKA Federazione Sportiva Culturale.

Maestro qualificato nella disciplina del Tai Chi Chuan UPKL (certificazione europea).

Informazioni: Telefono: 347 8764460
Sito Web: www.taichichengmanching.it
E-mail: info@taichichengmanching.it

 

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Leandro Poli"Penso che i video corsi su Tai Chi Online siano un modo pratico per praticare ed approfondire il Taichi o anche per affacciarsi a questo mondo per la prima volta per poi eventualmente proseguire con un Maestro." Leandro Poli 4 stelle