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La meditazione Tai Chi predispone la persona a vivere con profonda consapevolezza ogni situazione.

 

Lezione tratta del video corso "Il Tai Chi per gestire lo stress".

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"Quando qualcuno mi attacca io non posso pensare, ad esempio a come parare un pugno, perché nel momento in cui l'ho pensato ovviamente il pugno è già arrivato. Non è possibile in combattimento pensare, in combattimento si agisce. Cosa bisogna fare? Escludere come sempre gli eccessi. Vale a dire, non reagire mai impulsivamente, ma nemmeno subire. E questo vale per tutte le situazioni della vita quotidiana. E quindi cosa posso fare? Tutto il resto! Escludo gli eccessi ed entro nel mondo della creatività. Cosa significa meditare durante le applicazioni marziali? Significa innanzitutto riportare tutto ciò che ho imparato nelle lezioni precedenti, nelle meditazioni statiche, nelle meditazioni dinamiche, eseguite al rallentatore, nelle forme di Tai Chi. Tutto ciò che ci porta a essere naturali, fluidi. Quando evitiamo gli eccessi, impulsività oppure subire, entriamo nel mondo della creatività, nemmeno noi sappiamo cosa faremo. Meglio, perché non può saperlo neanche l'avversario. Quindi ci muoveremo spontaneamente e consapevolmente, i due aspetti sono intrinsecamente collegati tra loro e ogni volta che arriverà un attacco saremo tranquilli e daremo il meglio di noi stessi. E quello che è più importante è il nostro assetto meditativo, il nostro assetto interiore. Lì noi ci muoveremo con lo sguardo del meditatore. E guardando più da vicino potremo vedere uno sguardo che tutto coglie e su nulla si posa, che talvolta non guarda nemmeno l'avversario, ma sembra, in modo del tutto paradossale, lo sguardo di un non vedente... che sa cogliere la vita con tutto il proprio essere. Siamo nel paradosso, Yin e Yang, il dialogo degli opposti, per poter vedere tutto al meglio ho lo sguardo di un non vedente. Queste sono le meraviglie che possiamo scoprire in noi stessi praticando meditazione nelle applicazioni marziali."
Francesco Curci